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LINEA DI CONFINE – di Elisabetta Prandi

 

 

Ho risalito una cima del mio Appennino sul confine Tosco-Emiliano a circa 1500 mt s.l.m, spinta dalla curiosità di esplorare una ex base NATO costruita per scopi di difesa durante la Guerra Fredda. Oggi è in totale stato di abbandono ma, prima dell’ordine di chiusura, è rimasta segreta e funzionante fino alla metà degli anni ’90.

Solo ora e solo qui, realizzo che quella guerra combattuta senza armi è transitata più vicino di quanto pensassi e che la minaccia di distruzione con bombe nucleari, era realtà e non fantascienza.

Mi ritrovo a percorrere la linea di confine fra l’equilibrio e la follia, fra il passato e il presente, fra la paura e la speranza. Invasa da due mondi mai troppo distanti fra di loro.

Elisabetta Prandi

 

 

Note
Il portfolio è accompagnato dal sonoro di una stazione radar tipo Troposcatter, la tecnologia utilizzata in questa Base che permetteva alle onde radio di scavalcare l’orizzonte fino alla stazione ricevente. Erano 49 le stazioni Nato, lo loro linea di comunicazioni segretissime percorreva parallelamente la Cortina di Ferro.

 














 

Fonte: Agorà di Cult