//3° GHEDI PHOTO FESTIVAL – 9° Portfolio Tornado – a cura del C.F. LAMBDA

3° GHEDI PHOTO FESTIVAL – 9° Portfolio Tornado – a cura del C.F. LAMBDA

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3° GHEDI PHOTO FESTIVAL

a cura del C.F. LAMBDA

(foto edizione del 2018)

Conferenza di Luisa Bondoni (2018)

Mostre tematiche

Workshop di Cinzia Battagliola (2018)

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 9° Portfolio Tornado

Letture Face to Face e a i Tavoli

Ogni attività è composta da azione e pensiero, l’azione solo muscolare (senza il pensiero che la guida) porta inevitabilmente alla ripetizione dei modelli di successo, se invece l’attività è animata dal pensiero essa è innovativa nei contenuti e offre percorsi personali che portano alla crescita collettiva.
Il Face to Face è stato praticato a Ghedi fin dalla prima edizione con lo scopo di esercitare pubblicamente la lettura della fotografa per farla diventare una pratica diffusa. E’ stata una modalità di lettura nata per superare il limite dei tavoli di lettura di portfolio che inevitabilmente restano incontri tra Autore delle fotografie e Lettore, infatti in essi il pubblico che assiste non si può vedere l’opera ne ascoltare quanto si dice. Essendo io consapevole del valore di questi incontri ho posto la lettura della fotografia come motore culturale all’attività del Dipartimento Cultura FIAF.
Guardandomi indietro vedo quante persone oggi si sono appassionate alla lettura dell’immagine anche grazie a questo momento di condivisione.
La lettura della fotografia inizia ad essere di interesse pubblico negli anni ’70 del secolo scorso, in particolare con gli studi del semiologo Roland Barthes, che ne “L’ovvio l’ottuso” scrive:

“Come leggiamo una fotografia? Che cosa percepiamo? In che ordine, secondo quale itinerario? Che cos’è, in se stesso, il percepire? Se conformemente a certe ipotesi di Bruner e Piaget, non viene percezione senza categorizzazione immediata, la fotografia viene verbalizzata nel momento in cui è percepita; o meglio: non viene percepita se non verbalizzata.”

Anche con la nostra pratica di lettura, oggi siamo in grado di dare delle possibili risposte alle domande di R.Barthes. Non voglio che si pensi che stiamo parlando di argomenti del secolo scorso. Riporto quanto scrive il Docente dell’Università di Torino Guido Baldi, in merito all’esercizio della critica che inevitabilmente contiene la lettura dell’immagine:
“Per quanto concerne la critica, che è quanto qui ci interessa, l’affermazione può essere condivisibile, se si intende nel senso che l’analisi deve impiegare precisi e rigorosi strumenti tecnici: non deve cioè essere puro impressionismo soggettivo e improvvisato, né effusione emotiva, né tanto meno rivelazione oracolare. Ma non deve neanche essere arido tecnicismo accademico, rivolto a una cerchia chiusa e iniziatica. La critica è un lavoro che possiede una funzione sociale: tenere vivo un patrimonio culturale e, interpretandolo alla luce della sensibilità attuale, renderlo comprensibile ai lettori, quindi attraverso di esso far circolare idee, stimolare il confronto e la discussione, insomma far crescere dal punto di vista civile la comunità dei destinatari.” (da “L’asino vola” 30/06/2018 – di Guido Baldi dell’Università di Torino)

Mi fa piacere constatare un’identità di idee tra il pensiero che ha mosso fin dalla sua nascita il Dipartimento Cultura FIAF e i professionisti della Cultura che per noi debbono essere sempre il faro che ci guida nel mare tempestoso della “Società liquida”, in cui viviamo, nella quale lo sforzo maggiore è quello di tenere il timone nella direzione giusta per raggiungere i contenuti e non restare incantati dall’eccesso di vuote apparenze che si susseguono nel nostro vivere quotidiano. Ringrazio tutti gli amici di Ghedi e della Lombardia per la loro appassionata frequentazione a questo appuntamento che anche quest’anno si rinnova.

Silvano Bicocchi
Direttore del Dipartimento Cultura FIAF

Fonte: Agorà di Cult