//Migrazioni: una molteplicità di esperienze – di Piera Cavalieri

Migrazioni: una molteplicità di esperienze – di Piera Cavalieri

Migrazioni: una molteplicità di esperienze – di Piera Cavalieri


Cronache Di Cult


Migrazioni: una molteplicità di esperienze è il titolo del concorso che ho ideato insieme all’associazione Algebar.

Il tema, pur molto trattato in fotografia, resta ancora uno dei più significativi del nostro tempo. L’umana e legittima libertà di spostamento si sta offuscando. I confini sembrano essere diventati muri invalicabili per chi fugge da realtà spaventose e per chi cerca migliori condizioni di vita. Da questa sconfortante analisi è nata l’idea di cercare narrazioni dove la solidarietà, il dialogo, il riconoscimento dell’altro e delle sue ragioni possano continuare ad esistere.

 

I lavori scelti nella sezione portfolio sono tre sguardi diversi.

 

Davide Bordogna con “Luminanda” ci conduce nella forza dell’atto performativo, dove il teatro diventa lo spazio autentico dell’incontro tra ragazzi italiani e giovani migranti. La dimensione artistica diventa possibilità di accoglienza virtuosa.

 

Con la freschezza e la fantasia delle immagini de “Il mondo della non violenza “, Nicola Perfetto ha messo in scena un poetico mondo immaginario in cui la diversità è un valore fondante.

 

 

Anna Maria Tosatto invece ha trovato nei sorrisi, gli strumenti di accoglienza e incontro.

 

“Bianchetta genovese” di Francesco Zoppi ci propone il lavoro come strumento di integrazione. La Bianchetta è un vino genovese di produzione molto limitata e molti ragazzi hanno trovato nella cura del vitigno un’occasione importante.

 

 

Nella sezione foto singole con “ Strade senza nome” Laura Peresi ci racconta la fatica del viaggio e Walter Turcato ci propone un’immagine simbolica con più possibilità di lettura. E ancora un gruppo di studenti stranieri dell’associazione Pas á pas ha individuato aspetti della città come la solitudine, i contrasti, lo spreco con una serie dal titolo “ Quello che vedo io, forse non lo vedi tu”.

 

 

Parallelamente al concorso abbiamo organizzato un percorso di formazione fotografica. Hanno partecipato un centinaio di ragazzi provenienti da Mali, Nigeria, Gambia, Costa d’Avorio, Marocco, Afghanistan, Perù, Brasile, Ucraina e da molti altri paesi.

Divisi in otto gruppi guidati da me e da altri sette tutors, abbiamo dato vita ad un progetto di alfabetizzazione fotografica di grande soddisfazione che ci ha riservato molte sorprese.

Ci ha stupito l’atteggiamento rispettoso, mai invadente e sempre alla ricerca della bellezza.

Hanno utilizzato la fotografia per esplorare Genova nelle sue meraviglie e nei suoi contrasti perché era di questo che volevano parlare: del presente e del futuro. Per allontanare, almeno un po’, il ricordo degli estenuanti e spesso drammatici viaggi, alla ricerca di un posto migliore dove poter vivere.

 

 

Piera Cavalieri

www.spazio23.eu

Fonte: Agorà di Cult