//Ombre sospese – di Andrea Taschin

Ombre sospese – di Andrea Taschin

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A differenza del tavolo di lettura, la pubblicazione in un mezzo per così dire “editoriale” ha permesso ad Andrea di scegliere un’impaginazione dinamica nella quale l’accumulo, passo dopo passo, dei singoli frame fosse utile ad un miglior svolgimento del lavoro.

Da un punto di vista semantico, infatti, si produce quell’accumulo di senso che partendo dal vuoto vorticoso dell’immagine centrale produce per noi osservatori un cambiamento evidente: il vuoto assoluto del lockdown (ricordiamo che eravamo nei mesi primaverili del primo blocco) non è un pannello già deciso e definitivo ma si riempie poco alla volta di sparute presenze/assenze, di ombre solitarie che si dirigono, quasi senza saperlo/volerlo, verso un punto preciso che diventa pian piano anche il momento del ritrovarsi insieme, del voler tornare ad essere comunità di persone. Più succintamente: in questo modo seguiamo meglio il messaggio che l’autore ha voluto scrivere.

Dal punto di vista propriamente narrativo, poi, possiamo leggere capitolo dopo capitolo lo sviluppo della trama e godere meglio dei personaggi che partecipano al quadro finale: l’impaginazione dinamica è quasi un surrogato dell’analisi psicologica dei personaggi e ci dà tempo di soffermarci un momento sui caratteri (un’ombra con cane è “psicologia” differente da un’ombra in scooter, ad esempio) e sviluppare da essi una storia più completa, più piena, in fondo più soddisfacente da leggere.

Tutta la ricchezza di un lavoro che ha richiesto diversi giorni di appostamenti, decine e decine di scatti, una selezione attenta dei frame da utilizzare e infine il necessario intervento in postproduzione si dispiega così davanti agli occhi di chi guarda; la fruizione, a mio avviso, ne guadagna moltissimo: noi proviamo un’esperienza senz’altro più ricca.

Infine, per parafrasare Gianni Celati, “il lavoro si lascia vedere come chiede di esser visto”.

Antonio Desideri

 

Ombre sospese

di Andrea Taschin

 

 









Fonte: Agorà di Cult